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UOMINI E DEI, IL MARE E IL SACRO

Un documentario di MASSIMO D'ALESSANDRO

Best Documentary at 2024 Ponza Film Awards (Italia) 

Le grotte sull'isolotto di Sant'Eufemia, di fronte alla città di Vieste, custodiscono un segreto millenario: più di 200 iscrizioni rupestri che raccontano storie dimenticate.  Un prezioso patrimonio che dal periodo romano fino all'età contemporanea offre uno sguardo affascinante sulla vita dei marinai che solcavano le acque pericolose dell'Adriatico. Dalle incisioni più antiche dedicate alla dea Venere Sosandra, la "salvatrice degli uomini", fino a quelle cristiane del periodo medievale, dove i naviganti rendevano omaggio alle loro divinità protettrici incidendo sulle pareti rocciose le loro dediche votive.  Ma questa grotta non era solo un santuario, era un testimone silenzioso di secoli di vita. Emergono reperti archeologici che coprono quasi mille anni di storia: ceramiche antiche, frammenti di ossa umane. Segni tangibili di un passato lontano.  Un luogo che si inserisce in quella "geografia del sacro" che caratterizza le coste del basso adriatico e lo stretto di Otranto, di cui scopriremo altri santuari marittimi fin sulle coste dell'Albania, nella baia di Grammata.  Uno straordinario rinvenimento che non solo rivela un frammento della storia di questo territorio, ma ci invita a riflettere sul legame profondo che l'uomo ha sempre avuto con il mare e con le sue divinità.  Grazie al lavoro degli archeologi delle università di Bari e Foggia guidati dal prof. Giuliano Volpe, il patrimonio iconografico dell'isola di Sant'Eufemia ritrova la sua voce, raccontando le sue storie sepolte nel tempo e aprendo nuove porte alla comprensione del passato.

Consulenza scientifica: Giuliano De Felice, Danilo Leone, Maria Turchiano, Giuliano Volpe  |  Produttori esecutivi: Mario Mazzoli, Maria Teresa Pilloni  |  Scrittura, montaggio e regia: Massimo D'Alessandro  |  Produzione A.S.S.O. , Università degli Studi di Bari Aldo MoroUniversità degli Studi di Foggia con il contributo di Progetto CHANGES  |  Durata 42 minuti  |  lingua italiano  |  sottitoli francese, Inglese, greco 

Official Festival Selection:

- 14 ottobre 2023:  Festival del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Catania) - PREMIERE

- 9 marzo 2024: Archeofilm Firenze

Prossime proiezioni:

ULTIMI DOCUMENTARI (2021-2023)

Disponibili in versione integrale su YouTube   |   English Subtitles

Il racconto del lungo e complesso restauro del mosaico di un edificio termale nel grande porto degli imperatori Claudio e Traiano, frequentato per secoli dai marinai della flotta imperiale romana.

Il documentario narra la campagna di esplorazione e documentazione in corso da più di tre anni da parte degli speleologi della Federazione HYPOGEA all'interno dell'antico emissario Albano.

Tre spedizioni, 15 persone tra speleosub e tecnici di supporto, una troupe video e fotografica al seguito, ore e ore di immersioni per trovare una nuova via e completare il rilievo topografico. Un'avventura intensa e un notevole risultato esplorativo. 

Uno dei primi documentari in assoluto sulla storia e l'archeologia Albanese; un paese che abbiamo scoperto solo nel 1991 all'arrivo delle navi cariche di profughi ma che vanta nel suo passato una storia millenaria di cultura e civiltà. 


COSA C'E' SOTTO?! (Serie TV - 7 puntate - 2007)

Un viaggio affascinante nelle profondità della terra e dell'acqua

Disponibili in versione integrale su YouTube | English Subtitles


CARAVAGGIO XXI

21 tableaux vivants dalle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio

Questo lavoro, costruito con la tecnica dei "tableaux vivants", è di estrema semplicità e insieme di grande impatto visivo. In scena pochi e semplici elementi (stoffe di diverso colore e spessore, oggetti di uso comune) con cui gli attori compongono sotto gli occhi degli spettatori 21 "tele". I quadri così costruiti, si mostrano come nello studio del pittore; i costumi ed i ricchi drappeggi si formano in pochi istanti grazie all'abilità degli attori che sono insieme modelli, scenografi, attrezzisti della messa in scena. L'azione si immobilizza come in un lampo di luce al magnesio, nell'istante di un gesto "perfetto", restituendo l'emozione del dipinto. L'estrema correttezza iconografica, la forza espressiva dei corpi e dei volti degli attori nel caratteristico taglio laterale della luce, restituiscono appieno quella "poesia della realtà" che costituisce il segno distintivo dell'opera di Michelangelo da Caravaggio. 


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