UOMINI E DEI, IL MARE E IL SACRO

Un documentario di MASSIMO D'ALESSANDRO

Sull'isola del faro di Vieste, una grotta conserva centinaia di iscrizioni lasciate nel corso dei secoli. Archeologi e ricercatori cercano di decifrare un racconto nel quale il mare, la paura e il bisogno di protezione divina si intrecciano continuamente.

Di fronte alla città di Vieste, sull'isolotto di Sant'Eufemia, si innalza uno dei fari più importanti dell'Adriatico. La sua luce guida ancora oggi le imbarcazioni lungo il promontorio del Gargano. Ma molto prima della costruzione del faro, l'isola rappresentava già un punto di riferimento per chi affrontava il mare. Nelle grotte scavate sotto la sua superficie, marinai, pellegrini e viaggiatori hanno lasciato nomi, preghiere, simboli e invocazioni. Più di duecento iscrizioni compongono un racconto lungo molti secoli.

Il mare come pericolo e speranza

Per gli uomini dell'antichità il mare non era soltanto una via di comunicazione. Era un ambiente imprevedibile, dominato dai venti, dalle tempeste e dalla paura di non fare ritorno. Prima della partenza e dopo l'approdo, i naviganti compivano riti e offerte alle divinità protettrici. Le coste, le grotte e le sorgenti diventavano luoghi nei quali chiedere salvezza o ringraziare per essere sopravvissuti al viaggio. Sull'isola di Sant'Eufemia alcune iscrizioni sembrano rivolgersi a Venere Sosandra, la dea invocata come "salvatrice degli uomini". Ma questo è soltanto l'inizio della storia.

Una ricerca archeologica nel cuore dell'Adriatico

Dopo decenni di studi incompleti, un gruppo di archeologi torna sull'isola per documentare il complesso rupestre. Il documentario segue le diverse fasi della ricerca:

  • lo scavo degli ambienti; 
  • il rilievo delle grotte; 
  • lo studio delle iscrizioni; 
  • l'analisi dei reperti; 
  • l'esplorazione delle strutture sotterranee; 
  • le ricognizioni archeologiche lungo la costa.

Le pareti sono un palinsesto difficile da interpretare.

Scritte antiche si sovrappongono a croci medievali, nomi moderni e segni lasciati dai faristi che hanno abitato sull'isola. Ogni incisione può appartenere a un'epoca diversa e raccontare una storia differente.

Dall'antica Uria alla Vieste di oggi

Le fonti romane ricordano una città chiamata Uria sul promontorio del Gargano. Secondo molti studiosi potrebbe corrispondere all'attuale Vieste. Le testimonianze conservate sull'isolotto del faro aggiungono nuovi elementi a questa ipotesi e permettono di osservare la città da una prospettiva insolita: quella dei marinai che la vedevano apparire dopo giorni di navigazione. Per loro il promontorio non era soltanto una costa. Era un segnale di orientamento, un porto possibile e forse la promessa di essere finalmente al sicuro.

Una geografia sacra lungo le rotte del mare

Il racconto si allarga progressivamente ad altri luoghi dell'Adriatico. Grotte, baie e promontori lungo le coste pugliesi e albanesi conservano iscrizioni, dediche e tracce di antichi culti collegati alla navigazione. Questi siti formavano una sorta di geografia sacra, riconoscibile da chi percorreva le rotte commerciali e militari. Ogni approdo poteva essere collegato a una divinità, a una sorgente d'acqua o a un rito di protezione. Il viaggio sul mare diventava così anche un percorso spirituale.

Cosa raccontano davvero le iscrizioni?

Alcune incisioni sono chiaramente leggibili. Altre sono appena visibili, interrotte o sovrapposte a segni più recenti. Tra le pareti della grotta emergono lingue diverse, simboli pagani e cristiani, nomi di persone e riferimenti a eventi lontani. Il lavoro dei ricercatori consiste nel distinguere le diverse fasi, confrontare le grafie e ricostruire il contesto nel quale ogni messaggio fu inciso. Alcune testimonianze sembrano collegare l'isola a personaggi e avvenimenti che hanno segnato la storia dell'Adriatico. Ma il loro significato si rivela soltanto nel corso dell'indagine.

Archeologia sulla terra e sott'acqua

La storia marittima di Vieste non si conserva soltanto nelle grotte. Anfore, ancore e relitti sommersi testimoniano l'intensità dei traffici che attraversavano questo tratto di mare. Il documentario accompagna gli archeologi anche sott'acqua, alla ricerca di ciò che rimane delle antiche rotte commerciali. Le coste del Gargano si rivelano così come un grande archivio diffuso, formato da siti terrestri, fondali, grotte e memorie tramandate nel corso dei secoli.

Un patrimonio fragile

Le iscrizioni di Sant'Eufemia sono state esposte al tempo, all'umidità e alle trasformazioni operate dall'uomo.

Alcune sono ormai difficili da riconoscere. Altre rischiano di scomparire.  Il film racconta quindi non soltanto una ricerca archeologica, ma anche la necessità di proteggere e valorizzare un luogo unico. Conoscere questo patrimonio significa restituire alla città di Vieste una parte della propria storia e comprendere meglio il rapporto profondo che, da sempre, lega gli uomini al mare.


Massimo D'Alessandro e Maria Teresa Pilloni ricevono il Premio del Pubblico al Festival del Cinema Archeologico di Cremona e Cavriana nel 2023 per il documentario "Uomini e Dei, il mare e il sacro"
Massimo D'Alessandro e Maria Teresa Pilloni ricevono il Premio del Pubblico al Festival del Cinema Archeologico di Cremona e Cavriana nel 2023 per il documentario "Uomini e Dei, il mare e il sacro"

PREMI E RICONOSCIMENTI:

  • BEST DOCUMENTARY at JHARKHAND INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2024 (INDIA)
  • PREMIO DEL PUBBLICO alla Rassegna del Cinema Archeologico 2024 di Cremona e Cavriana
  • BEST DOCUMENTARY al Ponza Film Festival 2024

    FESTIVAL e PROIEZIONI:

    • 14 ottobre 2023, ore 18, Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Catania) - PREMIERE
    • 9 marzo 2024: Archeofilm Firenze
    • 25 giugno 2024: Archeofilm Vieste
    • 5 luglio 2024: Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Cremona e Cavriana
    • 13 luglio 2024: History Film Festival (Austria)
    • 10 agosto 2024: Ierapetra Film Festival (Creta)
    • 14 settembre 2024: Ponza Film Festival (Italia)
    • 4 ottobre 2024: RAM Film Festival Rovereto (Italia)
    • 14 ottobre 2024: Arkhaios Film Festival (USA)
    • 31 ottobre 2024: AEI Film Festival (Cipro)
    • 9 novembre 2024: International Archaeology Film Festival Spalato (Croazia)
    • 13 novembre 2024 - FICAB - Festival Internacional de Cine Arcqueologico de Bidasoa (Spagna)
    • 5-21 dicembre 2024: Jharkhand International Film Festival (India)
    • 6 febbraio 2024: ArcheoTICine 2024 Film Festival (Svizzera)
    • 27 febbraio 2024: Ogeechee International Film Festival (USA)
    • 25 maggio 2025: XXV Rassegna Internazionale del Cinema di Belgrado
    • 10 luglio 2025: Licata, RAM Festival Diffuso
    • 19 luglio 2025: Palermo, RAM Festival Diffuso

INTERVISTE:

intervista rilasciata a Tele Ambiente dall'autore e regista Massimo D'Alessandro


Intervista a Massimo D'Alessandro, autore e regista del documentario, alla Rassegna del Cinema Archeologico di Cremona e Cavriana


intervista a Giuliano Volpe, archeologo e consulente scientifico del documentario, sugli scavi archeologici in corso sull'isolotto di Santa Eufemia, davanti la città di Vieste.


SCHEDA TECNICA E CREDITS:

  • Titolo: UOMINI E DEI, IL MARE E IL SACRO
  • Autore: Massimo D'Alessandro
  • Una produzione:
  • In collaborazione con:
    • Università degli Studi di Bari Aldo Moro
    • Università degli Studi di Foggia 
    • con il contributo di Progetto CHANGES 
  • Consulenza scientifica: Giuliano De Felice, Danilo Leone, Maria Turchiano, Giuliano Volpe
  • Produttori esecutivi: Mario Mazzoli, Maria Teresa Pilloni
  • Fotografia: Marco Vitelli
  • Musiche: Edizioni Flipper Music
  • Montaggio e Regia: Massimo D'Alessandro
  • Durata: 42 minuti
  • Lingua: Italiano
  • Sottotitoli: Inglese, Francese
  • 2023
  • Genere: documentario archeologico e marittimo

  • Temi: navigazione antica, Venere Sosandra, iscrizioni rupestri, archeologia marittima, paesaggi costieri

  • Luoghi principali: Vieste, Isola di Sant'Eufemia, Gargano, Adriatico