SU GOLOGONE: DOVE LA TERRA SI SPACCA

Un documentario di MASSIMO D'ALESSANDRO

Nel cuore del Supramonte, un gruppo di speleosub tenta di proseguire oltre il limite conosciuto della risorgenza di Su Gologone. Correnti violente, profondità estreme e passaggi sommersi trasformano ogni immersione in un confronto con l'ignoto.

intervista di Mario Mazzoli, General Manager A.S.S.O. e produttore esecutivo del documentario, sull'esplorazione di Su Gologone e le difficoltà tecniche incontrate nella realizzazione del film



Dove l'acqua scompare nella montagna

Nel cuore della Sardegna, il Supramonte custodisce un paesaggio severo e spettacolare. Sotto gli altopiani calcarei scorre una rete di acque sotterranee ancora in parte sconosciuta. Una di queste riemerge a Su Gologone, da una profonda spaccatura nella roccia. In superficie la sorgente appare limpida e immobile. Pochi metri più sotto, però, inizia un ambiente freddo, oscuro e percorso da correnti capaci di respingere anche gli esploratori più preparati.

Una spedizione al limite

"Su Gologone: dove la terra si spacca" segue un gruppo di specialisti impegnati in una serie di spedizioni speleosubacquee. L'obiettivo è raggiungere il limite delle esplorazioni precedenti e capire se la grotta continui oltre il punto nel quale tutti si erano fermati. Il protagonista delle immersioni più profonde è Alberto Cavedon. Dopo una lunga preparazione, dovrà avanzare da solo negli ambienti sommersi, affidandosi al filo guida, agli strumenti e alle immagini registrate da una microcamera montata sul casco.

Non esiste una risalita diretta

Nell'immersione in grotta non è possibile tornare immediatamente in superficie. L'unica via d'uscita coincide con il percorso d'ingresso e ogni errore nella gestione dei gas, delle attrezzature o della decompressione può avere conseguenze decisive. Per questo la spedizione coinvolge una squadra numerosa: speleosub di supporto, tecnici, operatori video, medici e specialisti del soccorso. Prima di ogni immersione vengono predisposte bombole di emergenza, linee di sicurezza e tappe di decompressione a diverse profondità.

Una grotta che cambia continuamente

Su Gologone non offre mai le stesse condizioni. Le piogge modificano la portata della sorgente; la corrente può diventare improvvisamente violenta; il sedimento riduce la visibilità e trasforma passaggi già difficili in ostacoli quasi impraticabili. Ogni avanzamento dipende dalla capacità di leggere questi segnali senza trasformare l'esplorazione in una sfida personale contro la montagna. Il documentario mostra il confronto costante tra desiderio di scoperta, prudenza e rispetto per un ambiente che impone le proprie regole.

Tre anni di attese, tentativi e ritorni

Il film attraversa più spedizioni e racconta un lavoro fatto anche di giornate sospese, condizioni meteorologiche sfavorevoli, problemi tecnici e ripartenze. Quando l'immersione non è possibile, il territorio del Supramonte rivela altre storie: paesaggi carsici, tradizioni locali e antichi luoghi legati al culto dell'acqua. Il percorso verso il punto più profondo conosciuto non procede in linea retta. Ogni tentativo aggiunge informazioni, modifica il rilievo della grotta e apre nuove domande.

Fin dove può arrivare un esploratore?

Le immagini subacquee restituiscono soltanto in parte la pressione fisica e mentale di immersioni che possono durare molte ore. Passaggi stretti, profondità elevate, corrente contraria e lunghi tempi di decompressione rendono ogni scelta definitiva. Il documentario mantiene intatta la tensione del racconto e non anticipa l'esito delle esplorazioni. Lo spettatore segue la squadra fino alla soglia dell'ignoto, mentre la grotta continua a nascondere ciò che si trova oltre il limite conosciuto.

Un racconto umano prima ancora che sportivo

"Su Gologone: dove la terra si spacca" non è la celebrazione di un record. È il racconto di una comunità di esploratori, della fiducia necessaria per operare in un ambiente estremo e del peso che ogni imprevisto può assumere per l'intero gruppo. Passione, tecnica e fragilità convivono in una storia nella quale la scoperta non può essere separata dalla responsabilità verso i compagni e dalla memoria di chi ha contribuito all'esplorazione. 


PREMI e RICONOSCIMENTI

  • Premio come migliore documentario all'evento SPELEONOTTE 2013
  • Selezione ufficiale SPELAION Festival 2012

SCHEDA TECNICA E CREDITS:

  • SU GOLOGONE: DOVE LA TERRA SI SPACCA 
  • un documentario di Massimo D'Alessandro 
  • Consulenza Scientifica di Alberto Cavedon, Leo Fancello, Mario Mazzoli 
  • Produzione esecutiva: Maria Teresa Pilloni 
  • Riprese video: Stefano Barbaresi, Fabio Ferro, Marco Vitelli 
  • Montaggio e Regia: Massimo D'Alessandro 
  • Musiche: Edizioni Flipper Music 
  • Formato HDV 16:9 
  •  Durata: 45 minuti 
  • Una produzione A.S.S.O. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione) 
  • Copyright 2012
  • Luoghi principali: risorgenza di Su Gologone, Oliena, Supramonte, Sardegna
  • Temi: speleologia subacquea, esplorazione, acque carsiche, sicurezza, rebreather, rilievo topografico